S. Anania, apostolo - S. Romano il melode
Questo santo apostolo Anania era della città di Damasco. Divenuto discepolo dei santi Apostoli, da essi fu fatto vescovo di Damasco. A lui il Signore rivelò in visione l'apostolo Paolo, dicendogli: Egli è un vaso di mia elezione. Il Signore lo indirizzò a lui, mentre accecato percorreva la via verso Damasco, per essere battezzato e riacquistare la vista; ciò che egli fece. Compì pertanto molte guarigioni in Damasco, e in Elefteropoli fu condotto davanti al governatore Luciano. Avendo annunziato Cristo come vero Dio, fu fustigato con dure corde di bue e, lacerati i fianchi, fu bruciato con torce di fuoco. Poi condotto fuori dalla città, per ordine del governatore, fu lapidato e così fu cinto della corona del martirio, consegnando al Signore la sua anima santa.
Memoria di S. Romano, compositore dei Contachi.
Romano, illustre fra i santi, era dalla Siria, della città di Emesa, fu fatto diacono della santa chiesa di Berito. Ai tempi dell'imperatore Anastasio, avendo raggiunto Costantinopoli, fu assegnato alla chiesa della santissima Madre di Dio in Ciro, conducendo vita pia e facendo la pannichida (notte in preghiera) nella chiesa delle Blacherne. Compiva dunque là la pannichida e ritornava poi di nuovo in Ciro, dove ricevette anche il dono per comporre contachi. Gli apparve in sogno la santissima Madre di Dio, che gli consegnò un rotolo di carta, comandandogli di mangiarlo; gli sembrò allora di aprire la bocca e di mangiare il rotolo. Era la festa del Natale e, svegliatosi dal sonno, salì sull'ambone ed incominciò a cantare: «Oggi la Vergine genera l'Eterno». Dopo aver composto i contachi delle grandi feste, degli altri santi più illustri, tanto che la moltitudine dei contachi, da lui composti, si può computare a più di un migliaio, se ne morì in pace.
(Sinassario, Vita di Santi, Dal calendario liturgico di Grottaferrata, Traduzione a cura dello Jeromonaco P. Basilio Intrieri, Monastero Esarchico di Grottaferrata)