S. Artemio, megalomartire
Artemio, grande martire, era al tempo dell'impero di Giuliano l'Apostata, duce in Alessandria d'Egitto, ascritto da Costantino il Grande tra i patrizi. Quando udì che Giuliano tormentava i Cristiani in Antiochia, si recò presso di lui, per rimproverargli la sua apostasia. Fu pertanto battuto da lui con nerbi e dilaniato nei lombi con triboli acuti e nei fianchi con uncini e punto alle palpebre, venne gettato dagli scalpellini in mezzo a pietre scheggiate. Avendogli stretto insieme le due cosce, fu compresso all'interno, sostenendo un martirio indicibile, mentre gli venivano tolti gli occhi e le interiora si spingevano in basso. Poiché anche dopo siffatti tormenti, non si piegò alle parole del tiranno, gli fu data la morte mediante la spada. La sua santa reliquia fu trasportata e deposta in Costantinopoli, dove opera guarigioni verso coloro che ricorrono a lui con fede.
(Sinassario, Vita di Santi, Dal calendario liturgico di Grottaferrata, Traduzione a cura dello Jeromonaco P. Basilio Intrieri, Monastero Esarchico di Grottaferrata)

