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Santo e Grande Giovedì - S. Giovanni, discepolo di S. Gregorio Decapolita

VESPRO

Si raduna ormai il sinedrio dei giudei, per consegnare a Pilato il Demiurgo e Creatore di tutte le cose. Oh, empi e increduli! Si dispongono a giudicare colui che verrà a giudicare vivi e morti˚ e preparano la passione per colui che guarisce le passioni! O magnanimo Signore, grande è la tua misericordia: gloria a te.  

L’iniquo Giuda, o Signore, che alla cena aveva intinto la mano nel piatto insieme a te, ha teso le mani agli iniqui per prendere il denaro. Colui che aveva calcolato il prezzo dell’unguento profumato˚, non ebbe orrore di vendere te, che non hai prezzo; colui che aveva steso i piedi perché il Sovrano li lavasse, lo ha poi baciato con frode per consegnarlo agli iniqui: ma, escluso dal coro degli apostoli, e dopo aver gettato via i trenta denari, non ha visto la tua risurrezione il terzo giorno. Per essa, abbi pietà di noi.    

Giuda il traditore, essendo falso, con un falso bacio tradí il Signore Salvatore; vendette come uno schiavo ai giudei il Sovrano di tutte le cose: come pecora condotta all’uccisione, cosí lo seguiva l’agnello di Dio, il Figlio del Padre, il solo misericordiosissimo.

Giuda, servo e ingannatore, discepolo e insidiatore, amico e diavolo, si rivela nelle opere. Seguiva infatti il Maestro e meditava tra sé il tradimento. Diceva dentro di sé: Lo consegnerò e guadagnerò il denaro raccolto. Voleva che fosse venduto l’unguento profumato e che Gesú fosse preso con l’inganno: diede il saluto e consegnò il Cristo. Ma come pecora condotta all’uccisione, cosí lo seguiva il solo pietoso e amico degli uomini.        

L’agnello che Isaia ha annunciato˚ viene per l’immolazione volontaria, dà le spalle ai flagelli, le guance agli schiaffi; non ha distolto il volto dalla vergogna degli sputi, ed è stato condannato a morte ignominiosa. Colui che è senza peccato tutto volontariamente accetta per donare a tutti la risurrezione dai morti˚.    

Gloria. Ora e sempre.

Giuda, vera razza di vipere, di coloro che mangiarono la manna nel deserto e mormorarono contro chi li nutriva! Il cibo infatti era ancora nella loro bocca, e già gli ingrati sparlavano di Dio. E questo empio, tenendo in bocca il pane celeste, metteva in atto il tradimento contro il Salvatore. O animo insaziabile e audacia disumana! Vende colui che lo nutre e consegna alla morte il Sovrano che bacia. Veramente figlio iniquo di quelli, costui ha avuto in sorte con loro la perdizione. Libera, Signore, le anime nostre da tanta crudeltà, tu che solo sei incomparabile nella longanimità.    

 

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