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Ss. Carpo e Papilo, martiri

I santi martiri Carpo e Papilo furono al tempo dell'impero di Decio; Carpo era vescovo di Tiatira e Papilo diacono. Pertanto, essendo stati presi dal governatore dell'Asia, furono interrogati e confessarono, al cospetto di tutti, il nome di Cristo Signore. Costretti poi a sacrificare agli idoli, non si piegarono; perciò furono legati con i cavalli e dovevano camminare davanti al governatore e trascinarsi verso Sardi; là, appesi su pali, furono dilaniati. Agatodoro, essendo il servo di quei santi, li seguì e morì, mentre veniva torturato. Carpo, stando appeso, divenne raggiante e perciò il governatore lo interrogò: Perché, o Carpo, ridi? Ed egli rispose: Ho visto la gloria di Dio e ne godo. Essendo stati calati dai pali, furono gettati nel fuoco. E la sorella di Papilo, Agatonica, presente, gioiosa entrò anche lei nella fornace e, entrambi consegnarono la loro anima a Dio.

(Sinassario, Vita di Santi, Dal calendario liturgico di Grottaferrata, Traduzione a cura dello Jeromonaco P. Basilio Intrieri, Monastero Esarchico di Grottaferrata)

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Facciata della chiesa greca

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