S. Luciano, martire
Il martire Luciano era da Antiochia di Siria, al tempo dell'impero di Diocleziano. Dopo la morte dei suoi genitori, avendo distribuito tutti i suoi averi ai poveri, si dedicò alla lettura della Sacra Scrittura e convertì molti fra i pagani alla fede in Cristo. Abbandonata Antiochia raggiunse Nicomedia, dove Diocleziano faceva uccidere i cristiani, e poiché trovò molti che per paura volevano rinnegare il cristianesimo, egli li animò e li convinse a subire il martirio. Era giunto a tanta virtù nella assimilazione verso Dio che, andando per la città, se voleva farsi vedere da qualcuno, eravisto, se non voleva farsi vedere, non era visto. Riguardo a questa cosa, Diocleziano venne a conoscenza e, quando si presentò davanti a lui, temendo che lo avrebbe accusato delle sue colpe, fece sospendere in mezzo un velo di protezione. Poiché lo trovò irremovibile nella sua decisione, lo fece condannare a morire di fame. Abbandonato per molti giorni senza cibo in prigione, mori e fu gettato nel mare.
(Sinassario, Vita di Santi, Dal calendario liturgico di Grottaferrata, Traduzione a cura dello Jeromonaco P. Basilio Intrieri, Monastero Esarchico di Grottaferrata)

